In arrivo l’avviso INPS a molti pensionati per recupero di somme indebite. Il recupero è previsto dall’ordinamento previdenziale italiano.
Quando un pensionato riceve una somma di denaro in più rispetto al dovuto dall’INPS, si configura una pensione indebita, pertanto l’Istituto può procedere con il recupero.
L’INPS dopo attente verifiche annuali sui redditi dei pensionati e sulle somme erogate, se rileva che un pensionato ha percepito più del dovuto, procede a recuperare l’importo in eccesso inviando un avviso in cui chiede il rimborso. La normativa che regola questo meccanismo è la legge 412 del 1991.
Negli anni il recupero delle pensioni indebite è diventato più efficace e nel 2009 il processo di verifica è stato potenziato e semplificato nel controllo dei redditi dei pensionati. Esiste un controllo incrociato, infatti, le amministrazioni pubbliche devono trasmettere obbligatoriamente le informazioni sui redditi dei pensionati all’INPS. Questo consente all’Istituto di ottenere dati aggiornati in tempo reale e soprattutto completi.
L’INPS per conoscere i redditi che non rientrano nel 730 o nella dichiarazione dei redditi, chiede ai pensionati di compilare e inviare il modello RED. La mancata comunicazione di questo modello, può comportare la sospensione della pensione e in alcuni casi la revoca. Per semplificare la procedura di compilazione, l’INPS ha introdotto il Modello RED precompilato che permette di ridurre gli errori.
Anche nel caso delle pensioni indebite esiste la prescrizione, cioè un termine che inizia a decorrere dal momento in cui l’INPS rileva le informazioni per poter chiedere al pensionato la restituzione delle somme indebite. La prescrizione si estingue dopo dieci anni.
La gestione delle pensioni indebite ha grande rilevanza nel sistema previdenziale e investe anche le risorse pubbliche. La circolare INPS n. 47 del 16 marzo 2027 ha emanato direttive in riferimento integrale o parziale della sanatoria delle indebite prestazioni pensionistiche. Inoltre, specifica che se si tratta di “redditi conosciuti” (ad esempio pensioni, assegni in godimento ai suoi familiari o al pensionato) il recupero degli indebiti pensionistici deve essere entro l’anno successivo alla liquidazione del trattamento.
In linea generale la legge n. 412/91 all’articolo 13 stabilisce che le somme non dovute, erogate dall’INPS, non debbano essere restituite, a condizione che l’errore non sia attribuibile all’interessato. Viceversa, le somme devono essere rimborsate all’INPS, nel caso il pensionato fosse a conoscenza di situazioni che potevano modificare l’importo o il diritto alla pensione. In poche parole, l’Istituto può chiedere la restituzione dei soldi erogati erroneamente, solo nel caso in cui il pensionato non comunica redditi che potrebbero modificare l’importo della pensione.
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